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	<title>Articoli Archivi - Laura Becatti</title>
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	<description>psicoterapeuta - Milano</description>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 20:10:14 +0000</pubDate>
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		<title>Calipso e l&#8217;isola di Ogigia &#8211; un mito che parla di ritiro e depressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 11:17:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gianluca Minella conversa con Laura Becatti “…un’isola lontanissima all’Ovest e al Sud. Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai.” (H.Melville, Moby Dick) Gli Dèi e gli eroi della mitologia offrono ancora oggi una chiave di lettura per interpretare i fenomeni psicologici e sociali del nostro tempo, il mondo esterno ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/calipso-e-lisola-di-ogigia-un-mito-che-parla-di-ritiro-e-depressione/">Letti tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> Gianluca Minella conversa con Laura Becatti</p>
<p>“…un’isola lontanissima all’Ovest e al Sud. Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai.” (H.Melville, Moby Dick)</p>
<p>Gli Dèi e gli eroi della mitologia offrono ancora oggi una chiave di lettura per interpretare i fenomeni psicologici e sociali del nostro tempo, il mondo esterno e interno, nella loro naturale ed essenziale capacità di evocare riflessioni di una attualità sconcertante e talvolta anche brutale.<br />
Come ci ricorda Joseph Campbell, è come se gli antichi, nella loro esperienza di transito su questa terra, ci abbiano lasciato una mappatura dell’esperienza. </p>
<p>L’isola di Ogigia non è la prima a cui approda Ulisse nel suo viaggio di ritorno, viaggio che potremmo considerare come viaggio nell’inconscio, durante il quale ha a che fare con mostri, cannibali, sirene etc, un mondo altro, arcaico.<br />
Ma, mentre in ogni altro precedente approdo Ulisse era accompagnato da un equipaggio, e soprattutto era determinato, attivo, strategico, volitivo, ora, dopo che un fulmine colpisce la nave da lui comandata e che la manda in pezzi, rimane come unico superstite, i marinai dispersi e affogati.<br />
Egli si aggrappa all’albero maestro del relitto e si lascia sballottare da onde e correnti, scampa miracolosamente alla morte e viene trascinato, quindi passivamente, fino all’isola di Calipso, spiaggiato, solo, inerme. Arriva, questa volta, davvero come Nessuno e senza nulla, neanche l’autodeterminazione.<br />
Spiaggiato e senza progetti o strategie, questa volta è la regina di quell’isola, Calipso, colei che nasconde e si nasconde, che lo recupera e se ne prende cura in tutto. L’esperienza di isolamento, regressione, depressione e ritiro della libido che Ulisse fa sull’isola di Ogigia, è esperienza di tanti e non necessariamente patologica. A volte capita dopo un grande lutto o in seguito a una perdita di certezze oppure come tempo di incubazione prima di entrare in una nuova fase della vita quale processo inevitabile.<br />
L’isola è isolamento dal mondo e insieme rifugio dal minaccioso mare dell’inconscio. È uno spazio limitato che ristabilisce il contatto con il limite e insieme permette di contemplare l’infinito del mare. Ogigia non si trova su alcuna mappa, è al centro e al confine insieme, dice Kerenyi.<br />
Calipso è una dea antichissima e arcaica e conosce le profondità del mare e degli abissi. Sotto l’isola in cui ha scelto di vivere in solitudine, lontana dagli dei e dagli uomini, si sente il ribollire della sorgente delle acque da cui partono in quattro direzioni diverse le correnti. Non abita in un castello o palazzo, ma in una caverna. Tutto ciò fa pensare a una regressione che è contemporaneamente il ritorno rigenerante nel grembo materno.<br />
La caverna è spesso presente nei miti dell’origine come in quelli di rinascita e iniziazione. Forse è a Ogigia, dove comincia la narrazione di Ulisse, che egli riesce ad assimilare i tesori emersi durante il viaggio nel mondo altro, l’inconscio e a fare degli eventi un’esperienza.<br />
Trascinato dai flutti, quindi senza intenzionalità dell’Io, Ulisse trova un rifugio dalle richieste e pressioni del mondo e insieme una sorta di protezione dall’angoscia interiore di quando si fa i conti con il confronto con l’inconscio.<br />
Intanto Calipso passa le giornate accanto a lui amandolo, ascoltandolo, nutrendolo, cantando e tessendo. Forse il canto e la tessitura è l’invito alla narrazione, connettendo, attraverso l’intreccio delle polarità; la trama e l’ordito, l’attivo e il passivo, la verità e l’inganno, la vita e la morte, la condensazione e la dissoluzione, sono uno in virtù dell’altro. Passa il tempo e Ulisse comincia a soffrire della perfezione immobile di quel luogo, del tempo che gira su se stesso e non è tempo e, quella risorsa arcaica e regressiva ritrovata comincia a diventare mortifera, qualcosa che lo trattiene invischiato dal ritornare alla vita sua.<br />
Egli non cede mai all’ambrosia offerta da Calipso e che lo renderebbe immortale e per sempre giovane. Egli sa che una vita migliore della sua non può esistere, semplicemente perché non sarebbe la sua vita.<br />
È l’intervento degli dei che convincerà Calipso a lasciar partire Ulisse verso il suo destino; l’entrata e l’uscita da quella dimensione di regressione e isolamento non dipendono da un atto di volontà di Ulisse, da un atto della coscienza, ma nascono proprio là dove l’Io non sa intervenire, è opera degli dei, lavoro sotterrano, inconscio, che richiede il “giusto” tempo quale ingrediente alchemico per la trasformazione. Quando arriva il momento dei saluti Calipso è avvolta da un velo, come spesso fa. Jung dice che è importante che non tutto venga svelato, che permanga la percezione di cose sconosciute, perché solo attraverso la consapevolezza del mistero la vita è completa.<br />
Laura Becatti, psicologa e psicoterapeuta junghiana<br />
Gianluca Minella, psicologo e psicoterapeuta junghiano</p>
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		<title>Lutto, morte e trasformazione</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/lutto-morte-e-trasformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[LUTTO]]></category>
		<category><![CDATA[MORTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LUTTO, MORTE E TRASFORMAZIONE Docenti: Laura Becatti, Gianluca Minella “L’angoscia aspira alla cultura […] il senso rende quasi tutto sopportabile”, scrive Jung. Per Joseph Campbell l’elemento distintivo della specie umana che sta alla base del grande impulso creativo verso la mitologia come di ogni costruzione del senso è “la percezione dell’individuo come conscio di sé ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/lutto-morte-e-trasformazione/">Letti tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>LUTTO, MORTE E TRASFORMAZIONE</p>
<p>Docenti: Laura Becatti, Gianluca Minella</p>
<p>“L’angoscia aspira alla cultura […] il senso rende quasi tutto sopportabile”, scrive Jung. Per Joseph Campbell l’elemento distintivo della specie umana che sta alla base del grande impulso creativo verso la mitologia come di ogni costruzione del senso è “la percezione dell’individuo come conscio di sé e consapevole del fatto che lui stesso, come tutto ciò che gli è caro, è destinato a morire”. Partendo dalle riflessioni freudiane sulla caducità della vita e sull’elaborazione del lutto, vogliamo affrontare il tema della morte all’interno della psicologia analitica di Jung come evento archetipico di radicale e vitale importanza, capace di portare la psiche sul confine, confrontandola con il limite, con la fine.<br />
[4 moduli]</p>
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		<title>Introduzione all&#8217;alchimia</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/introduzione-allalchimia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INTRODUZIONE ALL’ALCHIMIA Docenti:Laura Becatti, Gianluca Minella Incontrando l’Alchimia, Jung riconosce il fondamento “storico” della sua psicologia analitica. Ne riconosce le concordanze considerando i processi degli alchimisti come proiezione sulla materia di processi psichici; uno spazio e un tempo dove psiche e materia erano senza soluzione di continuità. Jung passerà molti anni a studiare antichi scritti ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/introduzione-allalchimia/">Letti tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>INTRODUZIONE ALL’ALCHIMIA<br />
Docenti:Laura Becatti, Gianluca Minella</p>
<p>Incontrando l’Alchimia, Jung riconosce il fondamento “storico” della sua psicologia analitica. Ne riconosce le concordanze considerando i processi degli alchimisti come proiezione sulla materia di processi psichici; uno spazio e un tempo dove psiche e materia erano senza soluzione di continuità. Jung passerà molti anni a studiare antichi scritti anche molto criptici, così come farà, su suo invito, la sua allieva M.-L. von Franz. Partiremo da alcuni termini tra i più ricorrenti del vocabolario alchemico per comprenderli alla luce della psicologia analitica per poi introdurre alcune letture alchemiche di diverse culture.<br />
[4 moduli]</p>
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		<item>
		<title>Il linguaggio della dea</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/il-linguaggio-della-dea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL LINGUAGGIO DELLA DEADocenti: Laura Becatti La “Grande Madre” è la divinità primordiale. Nell’arte del Paleolitico la figura femminile è rappresentata da statuette chiamate “Veneri”. Il suo corpo è la sua magia, recipiente di tutta la vita umana. Attraverso l’archeologia, la mitologia, i segni e i simboli, faremo un cammino verso l’origine della cultura europea ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/il-linguaggio-della-dea/">Letti tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>IL LINGUAGGIO DELLA DEADocenti: Laura Becatti<br />
La “Grande Madre” è la divinità primordiale. Nell’arte del Paleolitico la figura femminile è rappresentata da statuette chiamate “Veneri”. Il suo corpo è la sua magia, recipiente di tutta la vita umana. Attraverso l’archeologia, la mitologia, i segni e i simboli, faremo un cammino verso l’origine della cultura europea nella quale era centrale il femminile nella visione del sacro. “La stupefacente ripetizione di associazioni simboliche nel tempo e in tutta Europa su ceramiche, statuette e altri oggetti di culto mi ha convinta che si tratta molto più che motivi geometrici: devono appartenere a un alfabeto del metafisico.” (Marija Gimbutas)<br />
[4 moduli]</p>
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		<item>
		<title>le 10 tavole della ricerca del bue (del bufalo o del toro)</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/le-10-tavole-della-ricerca-del-bue-del-bufalo-o-del-toro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LE DIECI TAVOLE DELLA RICERCA DEL BUFALO Docenti: Laura Becatti, Gianluca Minella Per spiegare ad un suo allievo cosa fosse la Buddhità, Baizhang (VII sec.) disse: “È come se cercassi un bue mentre lo stai cavalcando”. Nella tradizione Zen c’è una famosa serie di dieci illustrazioni molto antiche note come “le icone del bufalo” che ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/le-10-tavole-della-ricerca-del-bue-del-bufalo-o-del-toro/">Letti tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>LE DIECI TAVOLE DELLA RICERCA DEL BUFALO<br />
Docenti: Laura Becatti, Gianluca Minella</p>
<p>Per spiegare ad un suo allievo cosa fosse la Buddhità, Baizhang (VII sec.) disse: “È come se cercassi un bue mentre lo stai cavalcando”. Nella tradizione Zen c’è una famosa serie di dieci illustrazioni molto antiche note come “le icone del bufalo” che rappresentano le tappe di un itinerario spirituale. Non se ne conoscono le origini, ma si possono osservare camminando intorno ad alcuni templi in Cina, in Giappone o in Corea. Esse narrano la storia di un uomo semplice e sincero alla ricerca di un animale, un bue, un toro o un bufalo, attraverso un sentiero lungo, tortuoso e misterioso. Osserveremo queste immagini da una prospettiva junghiana: l’uomo come rappresentazione dell’Io e il bufalo come rappresentazione del Sé.<br />
[3 moduli]</p>
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		<item>
		<title>I Ching &#8211; entrare in una modalità altra di pensiero</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/i-ching-entrare-in-una-modalita-altra-di-pensiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I CHING E MEDICINA TRADIZIONALE CINESe ANTROPOLOGIA SIMBOLICA DELLE RELIGIONI E DEL MITO Docenti: Laura Becatti Ogni modello culturale è basato su un certo numero di categorie o sistemi di riferimento in base ai quali si costruiscono modelli interpretativi della realtà e dei fenomeni. Esiste quindi una differenza profonda tra il pensiero occidentale predomi-nante, di ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/i-ching-entrare-in-una-modalita-altra-di-pensiero/">Letti tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I CHING E MEDICINA TRADIZIONALE CINESe<br />
ANTROPOLOGIA SIMBOLICA DELLE RELIGIONI E DEL MITO<br />
Docenti: Laura Becatti<br />
Ogni modello culturale è basato su un certo numero di categorie o sistemi di riferimento in base ai quali si costruiscono modelli interpretativi della realtà e dei fenomeni. Esiste quindi una differenza profonda tra il pensiero occidentale predomi-nante, di tipo lineare e sequenziale, e quello della cultura tradizionale cinese, di tipo induttivo e per corrispondenze analogiche. Entrare in modalità di pensiero diverse dalla nostra ci aiuta a comprendere ciò che è razionalmente inspiegabile, perché seguono una “logica” diversa, che possiamo ritrovare nel nostro inconscio.<br />
[I-IV anno | 3 moduli]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>2020-2021 &#8211; l&#8217;ago nel buio</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/2020-2021-lago-nel-buio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 15:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AGO NEL BUIO: HELEN KELLER E IL SUO PROCESSO INDIVIDUATIVO (I-IV)Docenti: Laura Becatti e Robert McNeer In Helen Keller incontriamo una figura complessa e geniale, una delle americane più amata e controversa del XX.mo secolo. Sordocieca dall’infanzia, raccontò con un linguaggio limpido e poetico la sua percezione del mondo. Diede voce, con la sua empatia ... <a class="read-more" href="https://www.laurabecatti.it/2020-2021-lago-nel-buio/">Letti tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’AGO NEL BUIO: HELEN KELLER E IL SUO PROCESSO INDIVIDUATIVO (I-IV)Docenti: Laura Becatti e Robert McNeer </p>
<p>In Helen Keller incontriamo una figura complessa e geniale, una delle americane più amata e controversa  del XX.mo secolo.<br />
Sordocieca dall’infanzia, raccontò con un linguaggio limpido e poetico la sua percezione del mondo. Diede voce, con la sua empatia stupefacente, a chi non l’aveva, partecipando con passione a tutte le lotte sociali dei suoi tempi.<br />
Racconteremo il suo processo individuativo, che parte dalla mancanza e dalla “disabilità”,e  non solo attraverso le parole, ma anche attraverso l’esperienza dell “Audioteatro”- geniale creazione di McNeer- regista, attore, poeta a tutto tondo &#8230; suggerito dai silenzi del lockdown …..<br />
…mettiti comodo, chiudi gli occhi e fai un viaggio …</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laurabecatti.it/2020-2021-lago-nel-buio/">2020-2021 &#8211; l&#8217;ago nel buio</a> proviene da <a href="https://www.laurabecatti.it">Laura Becatti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre&#8221; (Salustio)</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/queste-cose-non-avvennero-mai-ma-sono-sempre-salustio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 12:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.laurabecatti.it/queste-cose-non-avvennero-mai-ma-sono-sempre-salustio/">&#8220;Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre&#8221; (Salustio)</a> proviene da <a href="https://www.laurabecatti.it">Laura Becatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.laurabecatti.it/wp-content/uploads/2022/01/Miti-e-Arcani-2022.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.laurabecatti.it/wp-content/uploads/2022/01/Miti-e-Arcani-2022-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-269" srcset="https://www.laurabecatti.it/wp-content/uploads/2022/01/Miti-e-Arcani-2022-212x300.jpg 212w, https://www.laurabecatti.it/wp-content/uploads/2022/01/Miti-e-Arcani-2022-768x1086.jpg 768w, https://www.laurabecatti.it/wp-content/uploads/2022/01/Miti-e-Arcani-2022-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>invito</title>
		<link>https://www.laurabecatti.it/invito-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 13:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.laurabecatti.it/invito-2/">invito</a> proviene da <a href="https://www.laurabecatti.it">Laura Becatti</a>.</p>
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